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Il mio blog: le scarpe del calzolaio, finalmente.

di | 16 Feb 2026 | Vita da SEO

Per anni ho fatto il calzolaio digitale: scarpe lucide ai blog dei clienti, stringhe tirate a dovere sulle loro landing page, contenuti rifiniti con la stessa attenzione con cui si sistema una vetrina prima dell’inaugurazione. E il mio spazio personale? Lasciato in un angolo, con la polvere sopra.

È un classico intramontabile: “il calzolaio va in giro con le scarpe rotte”. Nel mio caso erano proprio dimenticate. E la cosa buffa è che, nel lavoro che faccio, “dimenticare” non è mai un dettaglio: è quel piccolo gesto che, nel tempo, diventa una scelta.

Poi è arrivata la domanda che, a forza di ripetersi, smette di essere curiosità e diventa uno specchio. Me l’hanno chiesta clienti, persone che ho formato, colleghi con cui mi confronto: “Ma perché non hai un tuo blog? Io lo leggerei volentieri”. Finché la frase è diventata un ritornello. E quando un ritornello lo cantano un po’ tutti, specialmente le persone che più stimi, capisci che il momento è maturo.

Io i feedback li ascolto davvero. Un feedback ben dato è un regalo: non ti accarezza l’ego, ti sistema la traiettoria. E visto che di traiettorie online ne sistemo da anni per lavoro, era coerente farlo anche per me.

Per chiarezza: non è che io non abbia mai scritto. Ho progetti editoriali personali, per esempio tripofobia.it. Solo che mancava un luogo “mio” dove far convivere due cose che, nella pratica quotidiana, convivono sempre: il lato tecnico del lavoro e quello umano. Le domande strane, le giornate storte, le piccole vittorie che non finiscono in un report, gli errori che insegnano più di una guida “perfetta”.

Questo blog nasce per quello: raccontare e condividere, con un tono leggero ma con la serietà di chi lavora sul campo. Niente frasi da poster motivazionale appeso in sala riunioni. Se una cosa funziona, te lo dico. Se una cosa non funziona, te lo dico due volte, magari con un esempio che ti evita di perdere settimane. E chi mi conosce bene sa che io a fare esempi sono “fortissimo” (se non ci credi seguimi spesso e qualcuno figo sono certo che lo troverai).

Le quattro categorie del blog

Per evitare la classica “cantina digitale” dove finisce tutto, ho scelto quattro categorie nette. Quattro stanze, quattro scaffali, quattro promesse. Se entri qui, sai già cosa troverai.

SEO e Web

Qui dentro ci sarà tutto ciò che ruota attorno alla visibilità organica e alla costruzione di un sito che abbia senso: architettura, contenuti, WordPress, performance, errori tipici, strumenti, checklist, ragionamenti da audit. È la sezione “metto ordine”: quella che apri quando vuoi capire cosa sistemare e da dove partire, senza impazzire tra consigli contraddittori.

Ads e dintorni

Google Ads, Meta Ads e pubblicità online in generale, con una regola che difendo da sempre: prima si traccia, poi si spende. Parlerò di campagne, errori comuni, scelte strategiche, budget, landing e misurazione. Senza feticismi da piattaforma: lo strumento conta, ma conta di più come lo usi e che cosa vuoi ottenere.

AI pratica

Non “Intelligenza Artificiale” come magia, ma come cassetta degli attrezzi. Prompt, workflow, casi d’uso reali, automatismi sensati, limiti e rischi. L’obiettivo è uno: usare l’AI per lavorare meglio, non per sembrare più moderni. Qui troverai indicazioni applicabili, anche quando l’entusiasmo generale spinge a fare copia-incolla di qualsiasi cosa respiri.

Vita da SEO

Ed eccoci qui: la categoria dove finirà questo articolo. È la sezione più leggera, ironica, a tratti persino terapeutica (per me). Qui racconterò il lato B del digitale: le richieste che iniziano con “È una cosa veloce”, le password inviate su WhatsApp in un messaggio vocale da 48 secondi, il “cuggino del cuggggino esperto” che “tanto basta una spunta” e poi scopri che non esiste neppure un backup.

Non è solo divertimento. Dietro ogni episodio c’è una lezione pratica, spesso più utile di un tutorial, perché nasce dalla realtà: quella in cui una scelta fatta “per comodità” oggi diventa un problema domani.

Perché proprio adesso

Perché adesso è cambiata una cosa: ho capito che tenere tutto “solo per i clienti” non è un atto di umiltà, è un’occasione persa. In questi anni ho lavorato su progetti diversi, ho visto pattern ripetersi, ho formato tante persone, e molte delle domande che ricevo sono sempre le stesse. Metterle qui, in modo ordinato, significa creare un punto di riferimento anche per chi non mi ha ancora contattato, o per chi vuole un ripasso senza dover cercare tra mille video e post sparsi.

Ma c’è anche un aspetto personale e, non me ne vogliate, è quello che prevale in questo momento. Semplicemente, mi va così. Con il massimo rispetto per strategia, metodo, disciplina e tutte le cose “giuste” da dire quando apri un blog, a volte la spinta è più semplice: vuoi farlo e basta. Ci sta la passione, ci sta la dedizione, ci sta l’idea di essere utili. Ci sta anche decidere senza dover costruire un dossier di motivazioni. Ogni tanto serve ricordarselo: si lavora seriamente, si fa bene, si cresce. E si può anche scegliere con leggerezza, perché la leggerezza, quando è consapevole, non è superficialità: è ossigeno.

Che cosa puoi aspettarti da qui in avanti

Articoli brevi quando serve, più lunghi quando serve. Guide pratiche, checklist, esempi, casi reali. Una dose controllata di ironia, perché il digitale è già abbastanza serio quando c’è di mezzo il fatturato di un’azienda. E un impegno semplice: scrivere con continuità, senza far finta di essere perfetto. Anche perché, se fossi perfetto, non avrei ascoltato i feedback.

Se sei un imprenditore troverai spiegazioni che non ti fanno sentire “in ritardo”. Se lavori nel settore, troverai un confronto pulito e senza fumo. Se sei uno studente o semplicemente un curiosone come me, troverai quel tipo di dettagli che di solito si imparano solo sbagliando. E se ti piace curiosare dietro le quinte, allora la Vita da SEO sarà il tuo posto.

La prima scarpa è sistemata. Adesso si cammina.

Gian Gavino Buseddu

Gian Gavino Buseddu

SEO e Digital Strategist

Classe ’81, SEO & Digital Specialist. Ho fatto delle mie passioni il mio lavoro. Da 15 anni aiuto aziende, professionisti ed e-commerce a crescere tramite strategie organiche e di advertising.
Di me dicono: curioso, precisino, "quanto si mette una cosa in testa deve farla".
Ma ho anche dei difetti.